Pomponio Amalteo Pictor Sancti Viti - San Vito al Tagliamento

san vito al tagliamento: 29settembre - 17dicembre

Nel corso della sua lunga vita, Pomponio Amalteo, nato a Motta di Livenza nel 1505 da un certo Leonardo della Motta e da Natalia Amalteo (sorella dei letterati Paolo, Marcantonio e Francesco), ha eseguito numerosi dipinti e cicli di affreschi che decorano ancora oggi non solo molto chiese del Friuli e del Veneto, ma anche diversi palazzi e dimore castellane. Inoltre, seguendo una tradizione piuttosto radicata in Friuli, egli si è dedicato sia alla pittura da cavalletto sia all’intaglio ligneo, non disdegnando di fornire talvolta consulenze di tipo architettonico. Eccellente pittore e abilissimo frescante, l’artista è menzionato con parole di elogio dal Vasari, che nella seconda edizione delle Vite (Firenze 1568), lo include tra gli allievi più dotati del Pordenone: “seguitando sempre il suo maestro nelle cose dell’arte, si è portato molto bene in tutte le sue opere”. Il rapporto con l’illustre maestro, di cui nel 1534 aveva sposato la figlia Graziosa, fu piuttosto stretto, tanto che in diverse occasioni egli venne incaricato di portare a termine opere commissionate inizialmente a quest’ultimo. Inoltre, anche dopo la morte del suocero, avvenuta a Ferrara nel 1539, rimase fedele al suo stile e alle sue invenzioni, pur mostrando di accogliere a volte suggerimenti e stimoli provenienti da fonti e ambienti diversi. L’Amalteo si configura quindi come un anello di congiunzione tra due generazioni: infatti, non si limitò a raccogliere l’eredità del Pordenone, ma – a differenza di questi – ebbe numerosi seguaci, la cui attività si protrasse fino ai primi decenni del Seicento. Il grande proscenio sul quale si svolse la maggior parte della vita e dell’opera di Pomponio Amalteo è costituito da San Vito al Tagliamento, dove egli visse fino al 1588, anno della morte, ricoprendo anche importanti cariche pubbliche: da consigliere “pro civibus” a podestà. Qui egli esercitò la sua arte per oltre mezzo secolo e qui trovò sepoltura nella chiesa di San Lorenzo, in una tomba che aveva fatto predisporre per sé e per i suoi famigliari nel 1541. Ebbe cinque mogli e sette figlie, una delle quali, Quintilia, maritata al pittore Giuseppe Moretto, era specializzata nell’eseguire ritratti in cera. Ottimo disegnatore, come ricorda Luigi Lanzi nella sua Storia pittorica della Italia (Bassano 1809), l’Amalteo ha lasciato numerosi studi preparatori per i suoi principali dipinti e cicli di affreschi. Diversi per tecnica e tipologia, tali disegni si conservano oggi in varie raccolte pubbliche e private, in Italia e all’estero. La mostra si compone di una quarantina di opere riunite nella suggestiva chiesa di San Lorenzo. Esse ci permettono non solo di apprezzare e di conoscere meglio la fisionomia artistica dell’ Amalteo e dei suoi più stretti seguaci (tra cui Pietro Politio, Sebastiano Secante il Giovane, Giuseppe Moretto e Cristoforo Diana), ma anche di confrontare la sua produzione con quella del suo maestro e di alcuni importanti pittori veneti del Cinquecento che hanno lasciato in Friuli significative testimonianze della loro arte (da Paolo Veronese a Francesco Bassano, da Jacopo e Domenico Tintoretto a Palma il Giovane).

il san sebastiano dell'amalteo
pomponio amalteo pictor sancti viti